Tutto il resto è noia

Non credo che se ne possa più.

Si deve parlare!

Farsi sentire!

Perché il potere nelle mani dei vincitori di concorsi pubblici è divenuto il quinto o, forse, il sesto potere costituito!

Quello più forte.

E allora: parlare, parlare, parlare.

D’altronde è questo anche il parere di qualche Procuratore Generale della Repubblica che ha ritenuto legittimo che i cittadini esprimano la loro opinione senza temere la malevolenza degli altri.

E perciò: ancora in tema di depositi Iva.

Delle immissioni in libera pratica di merce destinata all’introduzione in quei depositi.

E si!

Perché proprio in questi giorni si è espresso il Garante del Contribuente, che è una istituzione fantastica e obiettiva (non per niente ne fanno parte magistrati, alti Ufficiali della Guardia di Finanza e funzionari dell’Amministrazione Finanziaria di provata competenza). La dottrina è concorde. l

Le Commissioni Tributarie, più passa il tempo, e più si appropriano della materia che non è proprio tra le più semplici.

L’Amministrazione no!

L’Amministrazione tace!

Essa deve fare i risultati ad ogni costo!

Allora io credo che sia giunto il tempo dei cambiamenti.

In particolare per quanto riguarda l’Agenzia delle Dogane che dovrebbe sempre di più essere destinata a compiti diversi da quelli che attengono alla verifica delle merci, compito che dovrebbe poter essere attribuito alla Guardia di Finanza che ha competenze più generali ed è un Corpo ben strutturato ed organizzato, anche per quanto riguarda la formazione a tutto campo.

Occorre, inoltre, se veramente si vuole affrontare con successo la crisi, che le disposizioni siano chiare, condivise con le categorie e con gli esperti, univoche.

La guida certa del contribuente.

E così, invece, ancora non si prende atto delle modifiche al comma 7 dell’articolo 50 bis del D.L. 331/93 che,(tutti sono d’accordo in dottrina), consente al titolare del deposito Iva di assumere la rappresentaza fiscale dei propri clienti.

E così ancora non si accetta il concetto che: dichiarata bene la merce all’immissione in libera pratica (nel valore, qualità, quantità ed origine) e registrati correttamente i documenti emessi da chi estrae (autofattura o fattura integrata), non c’è alcuna evasione d’imposta.

Che invece c’è in caso contrario: quando la merce viene ritenuta congrua a tre lire all’immissione in libera pratica.

Tutto il resto è noia!

 

gianni gargano

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