La nuova normativa antiriciclaggio

A seguito dell’emanazione del Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78, cambiano alcune disposizioni circa l’utilizzo di denaro contante, titoli al portatore, assegni e libretti al portatore previste dal decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231.


A decorrere dal 31 maggio 2010 è vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi quando il valore oggetto del trasferimento è complessivamente pari o superiore a 5.000 euro.

Il trasferimento è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati. Il trasferimento può tuttavia essere eseguito per il tramite di banche, istituti di moneta elettronica e Poste Italiane S.p.A..

A decorrere dal 31 maggio 2010, inoltre, il ricorso frequente o ingiustificato all’utilizzo del contante, anche se non in violazione dei nuovi limiti previsti dall’art. 49 D.Lgs. 231/2007, e, in particolare, il prelievo o il versamento in contante di importo pari o superiore a 15.000 euro, configura un elemento di sospetto.

Tutti gli assegni bancari, postali e circolari d’importo pari o superiore a 5.000 euro devono recare l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità. Gli assegni bancari e postali, emessi all’ordine del traente (c.d. assegni a me medesimo) possono essere girati unicamente per l’incasso a una banca o a Poste Italiane S.p.A., e ciò a prescindere dall’importo recato dagli stessi. Le banche rilasciano gli assegni muniti della clausola di non trasferibilità.

Il cliente, tuttavia, può richiedere per iscritto il rilascio, in forma libera, di assegni circolari e di moduli di assegni bancari, da utilizzarsi, in detta forma libera, esclusivamente per importi inferiori a 5.000 euro (vale a dire fino a 4.999,99 euro), eccettuate le ipotesi in cui le beneficiarie dei titoli siano Banche o Poste Italiane S.pA.. In caso di richiesta di assegni in forma libera, il richiedente dovrà corrispondere, a titolo di imposta di bollo, la somma di 1,50 euro per ciascun modulo di assegno.

In caso di violazione della nuova normativa è prevista l’applicazione di un’ammenda ricompresa tra l’1% ed il 40% dell’importo, con un minimo di euro 3.000 e, nel caso di importi superiori a Euro 50.000, la sanzione pecuniaria minima è aumentata di cinque volte.

La soglia dei 5.000 euro coinvolge in maniera particolare i professionisti come i commercialisti, gli avvocati e i notai che sono obbligati a segnalare eventuali infrazioni di questo divieto al Ministero dell’Economia. È il caso, ad esempio, di un cliente che effettua il pagamento di una fattura per contanti di importo superiore ai 5mila euro e la circostanza emerga al consulente che cura la registrazione in contabilità dell’operazione. In caso, invece, di infrazioni riguardanti assegni bancari, assegni circolari, libretti al portatore, la comunicazione deve essere effettuata dalla banca o da Poste italiane che li accetta in versamento. Inoltre, in sede di conversione è stata esclusa la sanzionabilità delle eventuali violazioni commesse (in base alla nuova soglia) dal 31 maggio al 15 giugno 2010.

Un’altra norma che travolge esclusivamente il mondo degli operatori riguarda le operazioni di prelievo e o versamento in contante con intermediari finanziari. L’art 36 comma 1 lettera b) del D.L. 78 stabilisce che il ricorso frequente o ingiustificato a operazioni in contante, e, in particolare, il prelievo o il versamento in contante con intermediari finanziari di importo pari o superiore a 15mila euro costituisce indicatore di sospetto. Cosi ad esempio se nell’arco di sette giorni vengono fatti sette prelievi da 600 euro l’uno, data l’insolita frequenza, l’operazione deve essere segnalata all’autorità.

L’interpretazione alla lettera dell’art. 36 del D.L. 78 comporterà un numero di segnalazioni molto più elevate rispetto al passato da parte delle Banche e degli intermediari abilitati.

Infine il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore deve essere inferiore a 5.000 euro. In caso di trasferimento di libretti al portatore, indipendentemente dal saldo, il cedente è tenuto a comunicare, entro 30 giorni, alla banca emittente, i dati identificativi del cessionario, l’accettazione di questi e la data del trasferimento.

I libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a 5.000 euro, esistenti alla data di entrata in vigore della nuova normativa, devono essere estinti dal portatore ovvero il loro saldo deve essere ridotto a una somma inferiore al predetto.

gianni gargano

vincenzo guastella

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