L’albatros

Come l’albatros.

Una decina di passi, sempre più di corsa, e si alzava.

E cominciava a volare con naturalezza.

Perché l’aria era il suo elemento.

E vedeva le case, le strade, la gente che le percorrevano e poi il mare.

Tutt’intorno azzurro e silenzio.

Qualche volta, senza accorgersene, saliva tanto in alto da aver paura.

Gli capitava di farsi prendere la mano.

Lontano.

Laggiù

Il mare.

E si concentrava sul volo.

Che poi, piano, con attenzione, regolava fino a scendere lentamente ad una quota più sicura.

E incontrava gli angeli.

Solo con i suoi pensieri.

Poi sentiva il richiamo dell’amore.

Sempre più forte.

E l’assecondava.

Alfò

Alfò

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