I “caroselli” intorno al mondo

Qualche giorno fa un esperto in TV ci ha spiegato che cosa fossero le frodi carosello.

A me non è parsa molto chiara la sua esposizione, eppure le conosco perché ho studiato, studio e studierò.

Perché si verifichi una frode carosello si deve partire da una fattura falsa, senza della quale il “giro” che deve fare sempre la stessa merce non sarebbe possibile.

Oppure una bolletta di importazione a valori dichiarati talmente bassi che il costo del dazio può addirittura essere minore di quello che si dovrebbe spendere per l’acquisto di una fattura falsa.

Nel primo caso (fattura falsa) il giro è il seguente:

1)    Il soggetto A emette fattura falsa per merce inesistente sul soggetto B che ha la merce.

2)    B invia la merce al soggetto C residente in altro Paese;

3)    C invia la merce al soggetto D residente in altro Paese;

4)    D invia la merce a B che ne rientra in possesso e che per poter farla girare di nuovo (per realizzare, cioè un nuovo carosello con la stessa merce) deve ricevere una nuova fattura falsa, per operazione inesistente da A.

Nel secondo caso (bolletta di importazione a valori bassi) il giro è il seguente:

1)    Il soggetto A importa la merce e la vende in nero al soggetto italiano B, mentre la invia realmente al soggetto comunitario C;

2)    C invia la merce a B che l’aveva acquistato in nero da A ed il giro si chiude.

In quest’ultimo caso per realizzare un nuovo carosello occorrerà una nuova importazione a valori bassi o inesistenti. La frode carosello, in questo caso, è atipica perché si realizza sempre con merce diversa.

gianni gargano

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