Caen – tratto da UE’

000947 - Copia……. eravamo eccitati.

Decidemmo che io avrei guidato e Lucio mi avrebbe indicato la strada.

Scegliemmo di raggiungere la spiaggia di dalle parti di  Cabourg, e Deauville

Quindi prendemmo l’autostrada per Caen, che distava almeno un centinaio di chilometri dal nostro albergo alle porte di Rouen.

Era a Caen che si era tenuta la battaglia più cruenta.

Giunti a Caen proseguimmo facilmente verso il Mare.

Non so esattamente dove ci fermammo perché di colpo ci trovammo in mezzo ad una folla di persone e di automobili che cercavano parcheggio.

Noi sistemammo la nostra alla meglio.

E poi ci unimmo a quella folla che si mostrava  rispettosa di quel luogo.

Ricordai Lourdes. Piena di bancarelle, negozi e negozietti che mercanteggiavano tutto quello che potevano. Fu solo sulla strada, in discesa, che porta alla grotta, che avvertii la sacralità del luogo.

Lì no.

C’era un negozietto che vendeva residuati di guerra: croci uncinate, elmi ed altro oggetti che riportavano allo sbarco.

qualche bancarelle con braccialetti e collanine. Un piccolo mercatino ai due bordi delle strade.

Negozi di souvenir!

Ma l’aria era diversa.

E poi c’erano bandiere di tutti i Paesi del mondo.

Perfino quella della Germania.

Cercai disperatamente quella italiana.

Ma non la trovai …o non la vidi.

D’un tratto, una stradina a sinistra di qualche metro e poi la spiaggia.

La marea bassa copriva appena la sabbia. Potevi camminare senza toglierti le scarpe.

E poi il mare, calmo, che scivolava fino stendersi come un lenzuolo di seta sul giaciglio di sabbia.

E subito mezzi da sbarco.

Dappertutto.

Sulla spiaggia.

In mare.

All’orizzonte.

Centinaia e centinaia.

Vuoti. Neri di ruggine.

Lasciati o rimasti là dove resteranno per sempre.

E uomini che piangevano, lì, in riva al mare, inginocchiati in quel mare che più li bagnava più leniva il loro dolore.

E silenzio dappertutto.

E migliaia di persone in spiaggia.

I mezzi da sbarco non erano grandi.

Si immaginavano ancora pieni.

Soldati stipati come sardine, con i fucili e le baionette stretti. Fermi in attesa che il portellone si aprisse.

E vedemmo, Lucio ed io, in un luogo dove proiettavano vere scene di quello sbarco, il primo soldato cadere sulla spiaggia dopo pochi passi.

Fermo: Per un attimo piegato sul ginocchio della gamba destra .E poi cadere.

E poi altri ed altri ed altri, per consentire a pochi di raggiungere il villaggio.

Ah! Che dolore e che vergogna non essere tra quei caduti.

Alfò

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