Le previsioni di Fromm – tratto da UE’

299360_10151890140280476_379525996_nPerciò evita di leggere tutto il libro perché sull’argomento ce l’ho anch’io qualche idea. Che vorrei discutere con te

Ma lui continuò.

Mi aveva ascoltato senza alzare gli occhi dal libro:

Nella sua indagine preliminare sul significato di avere ed essere, osserva, Fromm arriva a queste conclusioni. Primo, che le espressioni  essere o avere non si riferiscono a certe qualità a sé stanti di un soggetto, quali quelle:”ho un’automobile” oppure “sono bianco” o “sono felice”. Si riferisce, al contrario, a due fondamentali modalità di esistenza, a due diverse maniere di atteggiarsi nei propri confronti e in quelli del mondo, a due diversi tipi di struttura caratteriale, la rispettiva preminenza dei quali determina la totalità dei pensieri, sentimenti e azioni di una persona. Secondo: nella modalità esistenziale dell’avere, il mio rapporto con il mondo è di possesso e di proprietà, tale per cui aspiro a impadronirmi di ciascuno e di ogni cosa, me compreso. Terzo: Nella modalità esistenziale dell’essere vanno distinte due forme d’essere. L’una sii contrappone all’avere, secondo gli esempi forniti da Du Marais, e significa vitalità e autentico rapporto con il mondo. L’altra forma di essere si contrappone all’apparenza, e si riferisce alla vera natura, all’effettiva realtà di una persona o cosa, in quanto contrapposta a illusorie apparenze, come appunto è comprovato dall’etimologia di essere (Benveniste)[1]

Ripeto, gli dissi, che questo Fromm ha capito, già circa cinquant’anni i difetti della nostra società che poi, via via, l’hanno del tutto cambiata.

Il libro Fromm l’ha scritto nel 1976, quando la società occidentale stava acquisendo il predominio economico del mondo. Allora sembrava che le risorse non potessero finire mai. La natura, intesa proprio in quanto tale entrava a far parte del ciclo economico.

Quello che va dal 1975 ad oggi è del tutto diverso.

E chissà come sarà l’uomo e la società del futuro.

Fromm intuì che le risorse naturali si sarebbero esaurite  nell’indifferenza generale  dei governanti che organizzano convegni, ratificano accordi,  ben consci dell’ineluttabilità della distruzione totale.

Di tuttto e di tuttii, bianchi, rossi, neri, maschi e femmine.

E sarà il prevalere dell’avere sull’essere ad averla causata.

Alfò

[1] FROMM, Avere o Essere? Oscar Mondadori, pagg. 37, 39 e 40.

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