Fontanebianche (tratto da UE’)

320068_2220697117389_1246505084_31883315_1033990716_nLucio ed io l’avevamo già fatto un viaggio da soli.

Nel 1981

Lui aveva sette anni ed io trentasette.

Avevamo, felici, la stessa età.

Così quando Biagio ci invitò a trascorrere qualche giorno in Sicilia, cogliemmo subito l’occasione.

Prendemmo il treno per Catania e mangiammo gli arancini sul traghetto per Messina.

Biagio, elegantissimo come sempre, ci aspettava con la sua Volkswagen cabriolet nera, con interni in pelle crema. Perfetta

Ci ospitò nella sua cascina di Cannizzaro, appena fuori Catania.

Il giardino era stupendo, rigoglioso, siciliano.

In leggero declivio.

Sull’albero di gelso  vedevo Lucio inerpicarsi su una scala a pioli, nudo e libero di intingersi  nei suoi frutti rossi e gustosi.

Ci  accordammo con un cocchiere che ci portò  in giro con la sua carrozzella.

Con Lucio seduto un po’ a cassetta e un po’ dietro, accanto a me.

Tutto era splendido!

Fontanebianche, con i suoi fondali di marmo.

Aci Trezza.

Aci Castello.

Siracusa.

Tutto così denso.

Il cocchiere ci fece conoscere posti meravigliosi.

Fummo felici.

La mamma di Biagio ci donò i famosi pasticcini alla mandorla di Catania.

La Sicilia era stupenda.

Altro che cazzo!

Tornammo in traghetto.

Il mare di notte, le scie bianche della nave, le sale illuminate, le cabine, la sala da pranzo, quella dei giochi, i ponti e le scale che si susseguivano.

I suoi occhi splendevano.

Alfò

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *