Baushan e Bendicò

Quell’ incontro proprio non gli era piaciuto.

Ma che voleva quella vecchia ? Sesso? Soldi? O che?

Niente, pensò!

Brutta vecchia e racchia, da me non avrai neanche il cazzo!

Però, tutt’intorno gli pareva cambiato.

Il paesaggio.

Perfino i colori gli parvero diversi.

Basta, ci avrebbe pensato l’indomani mattina.

A mente fresca.

Ma i pensieri hanno una vita loro propria.

E’ difficile nasconderli nello stanzino chiusi a chiave.

La mente li va a cercare.

Serve perciò una difesa.

Qualcosa che ti faccia uscire da questa spirale.

Non è facile.

Ma è possibile.

E lui quella sera trovò Baushan e Bendicò.

Baushan gli venne subito in mente.

Ma Umberto,  pur conoscendo e amando quei due cani, aveva difficoltà a ricordare contemporaneamente  il nome di entrambi.

E così se pensava a Bendicò, doveva sforzare la mente per ricordare Bauschan, e viceversa.

Quella sera vide Baushan per primo.

Baushan gli aveva rubato il cuore.

Però quell’altro era il primo amore.

Il principe lo ricordò negli ultimi istanti della sua vita, così come ricordò la donna vestita di marrone che ancora gli aveva rivolto uno sguardo interessato.

Ma come si chiamava?

Il fenomeno si stava ripetendo.

Baushan lo ricordava e quell’altro? Se Baushan comincia con la B, l’altro no! Ma non era importante. La situazione non l’angosciava ed il sonno l’avrebbe raggiunto dolcemente lo stesso.

Però, doveva ammetterlo, il fatto non gli piaceva.

Ma come? Quei due cani significavano tanto per lui e lui non riusciva a ricordarne i nomi insieme? O l’uno o l’altro?

E allora gli venne in aiuto l’ultima pagina del libro, l’ultima parola del romanzo:

livido!

Bendicò, Bendicò!

Ricordò rasserenandosi.

Cazzo cominciavano tutti e due con la B!

E i sentimenti buoni, i sogni, mandarono nello stanzino buio i brutti pensieri.

E così il sonno lo raggiunse e lo portò sul letto del fiume in sella alla cavallina Wanda, mentre Buashan discuteva alla pari con il suo padrone e Bendicò faceva di tutto per conquistarsi i favori del principe..

Alfò

 

 

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