Scusi Signor Presidente del Consiglio

Io lo so che non è facile. Lo capisco. Ma mi scusi, Signor Presidente del Consiglio, le vorrei raccontare un fattariello. Quando cominciò la crisi i miei amici ed io (tutti irrottamabili se non per volere Divino) pensavamo che fosse necessario portare il debito pubblico intorno all’80% del PIL in maniera drastica (o così o pomì) dando ciascuno di noi una mano pesante (che hai 5 case? dammene una! Che hai 2 milioni? dammi 400.000 euro!), mettendo un tetto alle pensioni intorno ai 3.000 euro (chi ha guadagnato tantissimo tutta la vita l’avrà pure un gruzzoletto da parte), riducendo la spesa (ELIMINAZIONE DEL SENATO (bravo!), delle Regioni (onorevoli e clientele a morire!) e lotta alla corruzione (ma qualche venerdì fa non doveva essere presentato un decreto che prevedeva anche il reato di autoriciclaggio?) e la lotta all’evasione, se no i contribuenti onesti (che diminuiscono giorno dopo giorno) pagheranno sempre di più e si devono sentire pure appioppare la qualifica di “fessi”! Come? Io ho sempre avuto la fattura quando ho pagato un medico! E lei? Perché se un medico dovesse pretendere una parcella in nero basterebbe cancellarlo dall’albo, o un professionista qualunque dall’albo qualunque! La sanzione Sig. Presidente! La sanzione! Perché sono brutti i quei due reati (corruzione ed evasione). Sono contro l’uomo. Ah! mi scusi, dimenticavo. Quei provvedimenti all’inizio della crisi non furono presi, però gli italiani sono diventati molto più poveri lo stesso. (basti pensare al valore delle case! Pussa via alle case oggi direbbe l’Albertone nazionale (IMU; TARES ………..) Forza Signor Presidente ché Lei è giovane! Lo so che le lobbies La ostacolano. Ma Lei ce la può fare!

Alfò

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