La fox al lavaggio
Arrivò al lavaggio verso l’una.Mezzogiorno ora solare.
In piena canicola.
Lucifero (così era stata chiamata quell’ondata di caldo) infuriava.
Non trovò praticamente nessuno.
C’erano solo due auto che attendevano il loro turno, una cinquecento tettuccio apribile color prugna e, in coda, una BMW grigio chiaro metallizzata.
Mentre una vecchia Opel Kadet , nel tunnel del lavaggio, veniva spazzolata dappertutto.
Ci sarebbe voluto una mezz’oretta valutò. E allora accese un po’ la radio.
Il giudice Ingroia commentava favorevolmente la riduzione delle sedi giudiziarie.
La rete degli Uffici di giustizia, diceva più o meno il Giudice, era stata impiantata quando le persone viaggiavano in carrozze a cavalli e che ora, che non è più così, gli pareva più utile, proprio ai fini di giustizia, concentrare più magistrati in un numero minore di sedi per ottenere una loro maggiore specializzazione che, invece, nelle piccole sedi certamente non si poteva conseguire.
Il discorso si faceva interessante.
E poi a lui Ingroia piaceva molto.
Gli trasmetteva la calma dei giusti.
E poi era coraggioso.
Gli attacchi di quei giorni non l’avevano neanche scalfito.
Però dovette chiudere la radio e lasciare la sua Fox ai giovanotti del lavaggio. Tutti ragazzi giovani che si facevano un mazzo così.
Scese perciò dalla macchina un po’ dispiaciuto di non aver potuto ascoltare tutto il discorso di Ingroia.
Uffà che caldo!!!
Pensò di prendere una bottiglietta d’acqua al distributore automatico.
Ma no, poi non La prese!
Un po’ per quel fatto di mettere la moneta, di digitare il numero corrispondente alla bibita desiderata (l’acqua minerale aveva numeri dal 66 al 70 a seconda della marca e se fosse liscia o frizzante) e un po’ perché, in definitiva, non aveva sete.
E allora andò a sedersi sotto l’ombrellone che stava proprio all’uscita dell’autolavaggio, proprio dietro il banchetto della cassa, dove un giovane di una trentina d’anni, con i capelli rossi e che era la copia spiaccicata di Beker , rilasciava lo scontrino fiscale.
Lui se lo ricordava quel giovane. Per via della somiglianza al noto tennista.
E con lui, seduti in quella postazione, c’erano il proprietario della cinquecento col tettuccio apribile color prugna ed un signore ed una signora di mezza età che certamente erano marito e moglie.
Lì, seduto proprio di fronte alla fine del tunnel del lavaggio, vedeva le auto rinascere, come uscire da una nuovo diversa vagina.
E così la cinquecento col tettuccio apribile color prugna venne espulsa dal tunnel e risplendeva come nuova.
Il suo proprietario la guardò con una luce di gioia negli occhi.
E così accadde per la BMW grigio chiaro metallizzata e per i suoi proprietari, certamente i due marito e moglie.
E forse così anche per lui e per la sua Fox.
Pagò tredici euro e ricevette regolarmente lo scontrino.
Entrò nella sua auto nera splendente e accese la radio di nuovo.
Erano trascorsi più di quaranta minuti da quando l’aveva spenta.
Con gioia sentì ancora Ingroia.
Era, però, proprio la fine del discorso o dell’intervista.
Si diceva meravigliato che con tutte le Commissioni d’inchiesta che si sono fatte nel nostro Paese, il Parlamento italiano non ne avesse mai disposta una sulle stragi di cui furono vittime, tra gli altro, il Giudice Falcone e il Giudice Borsellino.
Alfò
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