Caen
D’un tratto, vidi una stradina a sinistra, qualche metro e poi la spiaggia.
La marea bassa copriva appena la sabbia. Potevamo camminare senza toglierci le scarpe.
Poi il mare, calmo, che scivolava fino stendersi come un lenzuolo di seta sul giaciglio di sabbia
e mezzi da sbarco.
Dappertutto.
Sulla spiaggia.
In mare.
All’orizzonte.
Centinaia.
Vuoti. Neri di ruggine.
Lasciati o rimasti là, per sempre
e uomini che piangevano, lì, sulla riva, inginocchiati in quel mare che più li bagnava, più leniva il loro dolore.
C’era silenzio dappertutto
e migliaia di persone in spiaggia.
I mezzi da sbarco non erano grandi,
ma si potevano immaginare ancora pieni di soldati stipati come sardine, con i fucili e le baionette stretti, fermi, in attesa che il portellone si aprisse.
Alfò

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