Un aspetto della mia vita

Io ho cominciato a lavorare da subito.

A 21 anni (dopo tre anni dagli esami del concorso) ero procuratore dell’Ufficio del Registro.

A 24 ispettore di dogana a Trieste.

Ho vinto il concorso per poter insegnare Ragioneria.

Ho lavorato e studiato e dal 1985  sono dottore commercialista libero professionista.

Ho sempre lavorato moltissimo.

Mi alzo alle cinque e trenta del mattino, esco di casa alle sette meno dieci e torno a casa alle 20 di sera.

Sono ventisei anni che non torno a casa per il pranzo.

Pranziamo allo studio, tutti insieme (come diciamo noi napoletani)

Fatturo tutto.

La mia città è difficile, l’economia non è floridissima come una trentina d’anni fa quando a Napoli si faceva la pasta, le motrici dei treni, le barche, stupendi articoli in pelle e, poi, il commercio, ucciso dai meganegozi, gli ipermercati che acquistano quantità stratosferiche di merci che poi, prima, hanno venduto al dettaglio a prezzi fortemente competitivi causando la chiusura, se non il fallimento, dei negozi della piccola distribuzione e, poi, in regime d’oligopolio fanno i prezzi che vogliono loro e vendono, tutti, le stesse cose.

Così tutti mangiamo le stesse cose (chi il lunedì, chi il giovedì, ma alla fine della settimana avremo mangiato tutti le stesse cose.

Pago le tasse

Il mio reddito imponibile è molto influenzato dalla indeducibilità di tanti costi.

Così che se, ad esempio, la differenza tra costi e ricavi è pari a 100.000 , ma ho sostenuto 10.000 euro di costi ritenuti indeducibili dal fisco, dovrò dichiarare un reddito di 110.000. Dovrò, perciò, pagare le tasse su 10.000 euro di reddito non conseguito.

Sarà su 110.000 di reddito imponibile dovrò pagare:

L’imposta sul reddito del 23% sui primi 15.000 euro, pari a € 3.450; il 27% sui successivi 13.000 euro, pari a € 3.510; sui successivi euro 27.000 il 38%, pari a € 10.260; sui successivi euro 20.000 , il 41% pari a € 8.200, sui successivi 35.000 euro il 43%, pari ad € 15.050. L’imposta sul reddito complessiva sarà pari a € 40.470 ( aliquota applicata: 110.000 : 40.470 = 100 : x; x = 36,79 %)

Poi ci sono le addizionali, ma lascio perdere.

Poi c’è l’Irap del 4, 82%, perché i napoletani sono più ricchi, e che si calcola su una base imponibile più alta, ma che, per facilitare il lettore calcolo sul reddito imponibile: 110.000 x 4,82% = € 5.302

Perché il pago l’Irap. Molti se lo dimenticano!

Poi devo pagare i contributi previdenziali del 17% (perché sono vecchio) sul “massimale” di 92.147 euro. Pari a € 15664.

(non me li paga nessuno a me i contributi. Me li devo pagare io!)

Con un totale complessivo di 61.436.

Per cui: Reddito effettivo 100.000 – 61.436 = € 38564.

L’imposta effettiva è: 100.000 : 61.436 = 100 : x; x = 61.436.

Un professionista di 67 anni, come me, deve conseguire un reddito di 100.000 euro per poter spendere, per la famiglia, solo 38.564.

Non è proprio il massimo!

O no?

Alfò

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