LA STORIA DEL NOTAIO
Un paio di anni fa un notaio che aveva pagato in autotassazione 900.000 euro di tasse, chiese al Ministro dell’Economia e delle Finanze, o forse, allo stesso Presidente del Consiglio che fine avrebbero fatto tutti quei soldi. Insomma come sarebbero stati spesi.
Il fatto fu pubblicato sul “Sole”.
Erano quelli gli anni in cui si rimarcava sugli eccessi della spesa pubblica e che, pertanto, ad esempio, si sarebbe dovuto ridurre il numero dei parlamentari, o quello dei dirigenti pubblici a contratto, e così via.
Chissà cosa avrà provato quel notaio a leggere dello scudo fiscale per far rientrare i soldi sporchi di soggetti di dubbia statura morale, cittadini diversi da lui. Cittadini? Bah!
Grazie all’intervento attivo e fattivo delle banche delle quali non si parla, nonostante l’evidente violazione delle norme sull’antiriciclaggio del denaro sporco.
Quello stesso denaro ritornerà proprio nelle casse delle banche che si ingrosseranno soddisfacendo la loro ingordigia e che continueranno ad imporre tassi e spese di ogni genere a quei cittadini per bene
Alfò

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