E’ figl é Marittiell
Io arrivo per primo. Come sempre.
E come sempre io e il tassista siamo diventati amici.
che dico, amici!
Fratelli!
Ci siamo presi pure il caffè!
Poi sò arrivati tutti, a uno a uno.
Belli come il sole!
I che guagliun.
Napulitan e, perciò, amici veri.
O’ cchiù viecchio ten vint’ann.
Franchetiello, o’ principe. Con un vestitiello fatto su misura dal nostro sarto.
E chi ha mai comprato un vestito bell’e fatto!
Con quelle spalluzzelle é cazz!
Dopo un poco ci siamo tutti e sei o sette.
Che risate!
Che sfizio!
MMiez a via fino alle sei del mattino.
E poi a casa.
Mia madre non mi ha fatto entrare.
Va’ a durmì dagli amici tuoi, mi ha detto.
Ed io a casa di uno di loro sono andato.
Poi due ragazzi di una ventina d’anni mi sorprendono.
Felice, scusa, ma quei due si muovono proprio comm a’ Mariettiell!
Guada llà come camminano, come gesticolano!
E grazie, fa Felice, chill so e’ figl suoi!!
Alfò

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