Il piano inclinato
Ormai non è più una questione tecnica.
E’ una questione politica.
La verità è che non si sono colpiti, perché non era possibile, i cinesi e quelli come i cinesi.
Dove stanno? Chi sono? Quanti soldi l’Erario ha recuperato da questi soggetti che hanno cambiato il mondo?
Che avrebbe dovuto rappresentare un’economia più orizzontale, dove l’Occidente avrebbe dovuto spalmare sul resto del Pianeta, parte della sua ricchezza.
Ma anche parte delle garanzie che era riuscito ad assicurare ai lavoratori, agli anziani, agli ammalati.
Parte di quelle conquiste che si prefiggevano, almeno, di vivere una vita il più dignitosa possibile.
E invece è cambiato in senso orizzontale (o forse il piano si è inclinato paurosamente, al punto di poter precipitare in un vuoto nuovo e sconosciuto) perché tanti, troppi, uomini, nazioni, hanno voluto attingere a piene mani nella miseria dei nostri fratelli più poveri, che abitano l’Oriente, e che hanno subito e subiscono ancora un giogo pesantissimo.
Lavoro, lavoro e lavoro.
E su quel lavoro, lavoro, lavoro, l’Occidente si faceva male da solo.
Mentre nessuno vedeva, sentiva o parlava.
E mentre qualcuno si arricchiva.
Pochi certamente rispetto ad una civiltà che franava.
Ma si sa l’uomo è egoista!
E le fabbriche si sono chiuse.
Gli operai licenziati.
Le aziende fanno utili, ma ancora per poco, perché prima o poi dovranno subire la ritorsione di chi ha lavorato per pochissimo. Pur di poter lavorare.
I prodotti omologati verso il basso.
Non sappiamo più niente di quello che indossiamo, che calziamo, che mangiamo.
Le scarpe che compro da quand’ero ragazzo, ho scoperto che non sono inglesi, ma “Made in Vietnam”
Se l’avessi saputo!
Non le ho più comprate!
Sto studiando da quarantasei anni con tanta passione.
Ora mi guardo intorno e non riconosco più niente né nessuno.
Alfò

Lascia un commento