Arò vir e arò ciec

Che, in napoletano, vuol dire “dove vedi e dove ciechi”

Cioè quando vuoi vedere vedi e quando non vuoi vedere fai il cieco!

Sta di fatto che venerdì sera, appena rientrato a casa, ricevo la telefonata di un amico.

Roba da far incazzare anche chi non ha il sangue nelle vene!

Ma com’è possibile! Adesso si fa recupero, risultato, lotta all’evasione, su chi? Sulla gente comune (per non dire la povera gente) che dopo aver lavorato onestamente per mezza esistenza riesce ad acquistare la casa.

L’unica casa! L’unico bene familiare capace di dare un minimo senso di sicurezza.

Perché mal che vada tutti ci preoccupiamo di avere un tetto sotto il quale trascorrere la nostra vecchiaia od ospitare i nostri figli che non lavorano non per colpa loro.

Lo sai che è successo a quell’operaio che tu conosci bene perché spesso viene al tuo studio per conto mio?

Chi Pasquale?

Sì, proprio Lui!

Lui aveva acquistato la prima casa intestandone metà alla moglie.

Embè?

L’Agenzia delle Entrate vuole sapere come ha fatto la moglie a pagare la metà dell’appartamento, visto che non ha mai dichiarato redditi.

Cos’é pazz! 

Ma Pasquale come l’ha pagata quella casa?

Coi soldi suoi! Teneva i BOT!

Va buò, lunedì mandami sta cosa dell’Agenzia delle Entrate e dì a Pasquale di trovare in banca la prova del pagamento e poi vediamo!

Vué io non ci ho dormito!

Ma vi ricordate quello che succedeva prima della legge che ha consentito di pagare l’imposta di registro sul valore catastale rivalutato e non sul prezzo pagato?

Come succede ora?

Allora tutti dichiaravano il prezzo d’acquisto pari al valore della rendita catastale rivalutata, senza indicare il vero prezzo pagato sul quale, altrimenti, avrebbero dovuta pagare le imposte.

E la differenza tra il prezzo pagato e il valore catastale rivalutato, veniva regolato in nero.

Di solito i notai indicavano, negli atti pubblici, che la parti dichiaravano di aver già regolato il pagamento del prezzo tra di loro.

E’ andata così per cent’anni.

Ora che si dichiara tutto il prezzo, e che si intesta la casa alla moglie o ad un figlio, perché si pensa al futuro dei propri cari, che fa? La moglie o il figlio deve dimostrare da dove sono spuntati quei soldi?

E come lo dimostrano queste povere persone oneste e per bene.

La prova può essere solo data dal marito o dal padre.

Altrimenti che vogliamo fare?

Ci vogliamo prendere la casa della povera gente per sanare i conti pubblici?

Oppure li vogliamo tagliare la capa?

Non cogliamo nel mucchio, per carità!

Miriamo!

E innanzitutto, carissimi Signori che avete responsabilità di governo, riducete la spesa pubblica, alleggerite lo Stato (sono anni che ce lo promettete!), riconducete le prebende entro limiti decenti, riducete i dirigenti pubblici, eliminate i premi di risultato (ma perché si deve pagare due volte chi deve fare il suo dovere! Lo capite che non si può ricondurre tutto solo e soltanto a soldi)

E lasciamo stare a Pasquale e a quelli come Pasquale.

Ché sono innocenti, ingenui, non hanno santi in Paradiso, ma i calli sulle mani.

Alfò

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