Il pescatore

Il mare era talmente trasparente!

I fondali erano verdi di vegetazione appena sfiorata da un venticello leggero.

E perciò era verde anche l’acqua.

Sugli scogli levigati si adagiavano pesci colorati, e tutt’intorno era vita.

Vera

Semplice.

Meravigliosa.

Allora mi tuffai in quel mare.

Dall’alto alto.

E cominciai a nuotare con quei pesci allegri e cordiali.

Non avevo proprio il coraggio di provare a farlo.

Ma l’alternativa era rinunziare.

E parlai.

Si! Parlai con loro.

E conobbi la loro vita, i loro problemi.

E seppi che anche lì c’era la felicità e il dolore.

Tutti erano però uguali.

Certo, c’era il più grande ed il più piccolo, ma tutti con uguale dignità.

Ora sono affacciato su quel mare.

Dall’alto alto.

Il cielo è nero e basso che sembra baciare l’acqua grigia e ribollente.

Mi sembra di vedere, in quella tempesta, un filo d’argento.

E’ una lenza.

E poi qui.

Proprio qui.

Uno che  con un amo che gli trafiggeva la bocca e lui che implorava pietà con i suoi occhi tondi divenuti disperatamente espressivi.

Quello stronzo l’uccise a martellate in testa.

E si vantava.

Era fiero.

Lo stronzo.

Alfò

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