Pensieri liberi

Rimasi perciò preda della mia mente.

La 500 grigia camminava una bellezza.

Io guidavo e cantavo.

Il piede destro sull’acceleratore e quello sinistro appoggiato sul parafanghi della ruota.

La nebbia del mattino era fitta e tutt’intorno era scuro.

Ma la 500 pareva volare su quella strada tutta salita e curve.

Poi, all’improvviso il sole del mattino.

E la nebbia, rimasta in basso sembrava  un mare d’ovatta.

Gli uomini erano vestiti con abiti di velluto a coste color cachi.

Le donne di nero.

Quelle più giovani no!

Molti vecchi avevano  i baffi bianchi ingialliti dal fumo delle loro pipe.

Il notaio in un angolo raccoglieva il testamento di un vecchio

Il tempo scorreva lento.

Ancora più in alto c’era un laghetto e animali che pascolavano.

Dove mangiavo funghi porcini al forno, con contorno di patate.

Mille anni fa!

La partita era stata una guerra.

Non potevamo perdere.

Uno di quei due era proprio uno stronzo.

E allora giù a farli incazzare come bestie.

Li chiamammo fuori un casino di palle.

No!

No!

E lo stronzo si incazzava sempre di più.

E poi, approfittando di un cambio di campo, il mio compagno andò a pisciare nel suo shampoo.

Stronzo atteggiato

Così dopo aver anche  perso andò sotto la doccia..

A fare lo shampoo.

In pratica io non sono mai cambiato.

Sono proprio nato così.

E non è neanche una questione di DNA.

Perché come me, a casa, ci sono stato, sempre, solo io.

Non che gli altri fossero dei disonesti.

Ma io sono unico.

Insopportabile.

Perché non giustifico.

Mamma mi chiamava Serpico.

Ed aveva ragione.

Perché poi lessi il libro e poi vidi il film.

E’ vero! Io sono proprio così.

E vivo una chiavica, in mezzo a un mondo di ladri.

Ma mica sto parlando di ora.

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Sto parlando da quando una trentina d’anni fa mi capitò di mettere il becco nella melma che la nostra società si porta dentro da sempre, ma che è cresciuta ogni giorno, con una continuità disarmante fino a diventare prima un mostro gelatinoso che ti sporcava solo a guardarlo e poi, abilmente, un uomo imbellettato che ti fa pure fuori.

Ti ghettizza come un povero pazzo diverso.

Dormi amore, dormi.

Che domani saremo a casa.

Alfò

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