L’avaro e il corrotto

Senti, ripresi, vorrei parlare con te liberamente di tutto quello che mi viene in mente. Ti dispiace.

Ma sei pazzo? Mi rispose, Ma se è la cosa più bella che puoi fare. Parla, parla, non ti vergognare dei tuoi pensieri. Non pensare a me come a tuo figlio, ma come ad un’altra coscienza con la quale vuoi confrontare la tua.

Tutti, dissi, hanno paura di vivere.

Tutti!

Tranne gli uomini che vivono con “Scapestrata spensieratezza”, come definita dagli psichiatri che riconoscono anche che questo è il modo migliore d’affrontare la vita.

Purtroppo questi uomini spensierati e scapestrati  non son molti

I più sentono una forte, irrazionale, paura di vivere.

Che devono esorcizzare in qualche modo.

E che va invece affrontata e vinta.

Devi affrontarla: vieni qui paura, fatti sotto, fammi vedere che sai fare!

Che mi puoi fare?

Assolutamente niente, tranne che impedirmi di vivere o, peggio, rendermi la vita difficile! Noi siamo piccoli segmenti di un disegno ignoto, nel quale tu neanche esisti!

Mi ammalo? E che me ne fotte! Mi arrestano? E che me ne fotte, se sono in pace con la mia coscienza e  non ho tradito la mia natura!

Muoio? E che me ne fotte!

Certo non sarà la paura della morte a rovinarmi la vita.

E allora, vieni sotto vita!

Sfidami! Fammi divertire un po’!

E’ questo che penso.

E più mi faccio vecchio e più lo penso.

L’’uomo, in qualche modo,  deve trovare il modo per vincere questa paura.

Spesso lo fa con lì attaccamento al denaro.

Con l’avarizia o corrompendosi pur di averlo.

Insomma il possedere denaro in quantità sempre più industriali li fa sentire sicuri

Guarda che è così credimi.

Possono apparire fenomeni simili, se non identici, ed invece sono esattamente l’uno l’opposto dell’altro..

21_12_2009_locandina_L_avaro

E danno anche dipendenza.

Ma gli avari e i corrotti non sospettano neanche di essere dei malati. Pensano, al contrario, di emergere dal resto della società.

Aggiungi che sono radicalmente mutati i parametri sui quali regge il ragionamento di Fromm.

I tre fatti: avarizia, corruzione e modifica dei parametri, ti possono apparire  scollegati.

Essi, credimi,  non sono altro che aspetti diversi uno stesso fenomeno.

L’avarizia e l’ingordigia di denaro sono malattie mentali.

Danno dipendenza.

E come tali andrebbero curate.

Perchè recano danni gravissimi alla convivenza degli uomini.

L’avaro è un ricco. Spesso ricchissimo, che però, ha una difficoltà a staccarsi fisicamente dalla moneta.

Nonostante sia  spesso ricchissimo, il suo obiettivo è quello di raggiungere la cifra successiva.

Egli non spende.

Sa che dovrà morire e che dovrà quindi per forza staccarsi da quel bene che gli dà la forza di vivere.

Il coraggio necessario.

Ma non riesce a staccarsene. E perciò veste male, mangia male, si sacrifica in tutto.

Ma non gli riesce di vivere diversamente.

L’avaro si nasconde, non si fa riconoscere.

Egli è inutile per la comunità civile.

In pratica non esiste.

Le monete del suo forziere devono crescere sempre di più.

Se è un commerciante, tutto ciò  acquista e vende per lui  non è merce, ma soldi acquistati ad un prezzo e rivenduti ad un prezzo più alto.

Una diversa forma di usura.

Anche la corruzione dà dipendenza.

Uno comincia con accettare, con un po’ di ritegno, del denaro in cambio di un certo favore, poi ne accetta ancora e poi ancora.

E poi ne vuole sempre di più. Vuole entrare nell’affare..Si, prima o poi vuole entrare nell’”affare”.

E così, un po’ alla volta, diventa una persona diversa da quella che era prima di cadere nella corruzione

Diventa prepotente.

Sporco dentro.

I corrotti, però,  a differenza degli avari, danneggiano moltissimo la società:

Tutti gli altri.

Il loro prossimo.

Perché le montagne di soldi che poi finiscono per accumulare non solo sono sottratte alla povera gente che vive onestamente, ma sono utilizzati per corrompere ancora.

E il fenomeno ha assunto ormai proporzioni tali che I parametri economici sono, come ti ho detto, mutati.

Alfò

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