Lettere e filosofia

Non avrei mai pensato di fare il commercialista.

Quando l’insegnante di lettere, di storia o di latino cominciava la sua lezione, la mia mente si levava  in un volo dolce.

Il massimo mi succedeva con don Cuomo, un salesiano del Sacro Cuore al Vomero.

Riusciva a rappresentare la vita come una cosa meravigliosa.

Alla fine della lezione,  ritornavo in me, come in ritorno  da un sogno.

L’Iliade, per esempio!

Mi faceva letteralmente sognare.

Fu perciò naturale che, terminate le medie, mi iscrivessi al classico.

Al Liceo San Nazzaro al Vomero.

Persi però completamente la testa.

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Ero innamorato e ricambiato.

E al vero amore  non si resiste.

E chi lo fa sbaglia irrimediabilmente.

Perché l’amore è una magia riservata a pochi.

Chi vuoi che ti capisca se non solo chi l’ha provato?

A scuola non ci andavamo quasi mai.

Facemmo un’infinità di filoni

Ed io, poco più che tredicenne, aspettavo tutte le sere sua madre per implorarle la mano della figlia. Lei mi accarezzava, forse anche commossa., senza mai rispondermi.

Po, più tardi  non la vidi più.

L’allontanarono da me.

Fui rimandato a ad ottobre in  Italiano, latino, greco e matematica.

E mamma mi mandò anche a ripetizione da in insegnante privato, tutta l’estate.

Fece sacrifici per trovare i soldi necessari.

Io avevo studiato.

Perciò una certa speranza di avercela fatta ce l’avevo.

Uscirono i quadri.

Prima di raggiungere l’ingresso del liceo c’è un viale da percorrere, lungo circa trecento metri.

Lì Incontrai una mio compagno di classe, il cui cognome è stampato a fuoco nella mia mente.

Era sempre stato gentile con me. E altrettanto lo fu quando mi incontrò nel viale.

Ce l’hai fatta, mi disse felice! Proprio ora ho visto i quadri: “idoneo”.

Non era vero.

Ero stato  bocciato.

Rimasi incredulo, fermo, ipnotizzato da quella parola: bocciato.

Che cos’è il genere umano!

Che cos’è l’uomo.!

Che gli avevo fatto io a quello?

Chè aveva voluto farmi tanto male?

Attenti!

Spesso si è l’oggetto (vorrei dire l’ossessione) dei pensieri di persone neanche conosciute che, però,  per qualche mistero della mente umana si prefiggono di colpirti.

Di farti del male. Di solito capita a chi  non chiede altro che di vivere in pace.

Quello era stato semplicemente un atto inspiegabile. O forse causato da turbe mentali o da gelosie ben nascoste.

Ma io non li feci tutti questi ragionamenti.

Lo volevo semplicemente  acchiappare per rompergli la faccia. Per gridargli in faccia loshifo che mi faceva.

Non lo trovai.

Non l’ho incontrato mai più.

Può darsi che mi sfugga  perché deve rimordergli ancora la coscienza.

D’altronde io vivo a Napoli.

La sera mentii.

Dissi a mamma di aver superato l’esame. Che ero stato promosso e che avrei dovuto iscrivermi alla quinta classe ginnasiale..

Ma lei lesse la menzogna nei miei occhi ed il giorno dopo andò lei stessa a leggere i quadri.

Povera mamma.

Non me lo sono mai perdonato.

Il mio senso di colpa è lì. Immutato..

E

Addio lettere e filosofia.

Alfò

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