Il salto che il processo tributario deve fare
Le Commissioni Tributarie sono state per tanti anni composte da membri (fatta eccezione solo per i Presidenti. Neanche per i loro Vice) provenienti da ogni sorte di categoria sociale., da qualunque arte o mestiere.
Perfino il commerciante poteva essere nominato giudice tributario.
Poi sono cambiate molte cose.Molte materie sono state affidate alla competenza dei giudici tributari.
Ora, che non si tratta più soltanto dell’ articolo 36 bis del TUIR, qualcosa dve cambiare.
Ora di tratta di elusioni fiscali sofisticate, di redditi prodotti in Paesi a fiscalità privilegiata. Di accise.
E, diciamolo pure ,di dogane, che sono costituiscono una materia difficile. Nuova e che spesso il giudice deve affrontare per la prima volta e con molti , moltissimi e riconosciuti sacrifici.
E’ vero che le Commissioni si sono, nel frattempo, più professionalizzate, ma nenche mi pare giusto che di esse facciano parte dei professionisti.
Così come non è facilmente accettabile il fatto che esse dipendano dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che è giudice e parte nello stesso processo.
A mio giudizio il processo tributario deve rientrare nella competenza del Ministero della Giustizai.
Dove tutti sono magistrati, togati e indipendenti.
E dove devono, poter essere ammesse, in difesa del contribuente anche le categorie professionali particolarmente esperte.
Anche in Cassazione.
Tutto può cambiare nella vita e nessuno se ne deve meravigliare
gianni gargano

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