Non me ne parlate

Se non lo avete visto, compratevi la cassetta o il DVD

Sto parlando del film “Così parlò Bellavista” di Luciano de Crescenzo.

Che comincia con  un tassista napoletano, con a bordo un povero milanese appena arrivato alla stazione centrale di Napoli, che dopo vari tentativi di divincolarsi da un traffico a croce uncinata, tipico napoletano, decide di parcheggiare la macchina sopra un marciapiede e di offrire un caffè all’ospite straniero.

scarpa

Così!

Per dimostrarsi gentile e per guadagnare tempo.

Il povero milanese, capo del personale dell’Alfa Sud e che era a Napoli per la prima volta, appena entrato nel bar nota la presenza di un vigile urbano che se ne stava seduto, bello e tranquillo, con un giornale in mano, a sorseggiarsi il suo bel caffè.

Ma!

Osserva il milanese: mi scusi ma lei se ne sta qui seduto a prendere il suo caffè, ma non ha visto il traffico che c’è fuori?

E il vigile, con faccia contrita gli risponde:

nun m n parlat!

Che tradotto vuol dire “ non me ne parlate“!

Non è un po’ la logica di quei capi  che conoscono a mena dito le disfunzioni dei loro Uffici e che non guardano, non vedono e non sentono ?

Anche loro pensano (o, forse, dicono)

Nun m n parlate.

Alfò

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