Il caso delle navi noleggiate

10511314_4413196544882_6453043863698039510_nE’ il caso della sosta tecnica (o disarmo attivo) e non invalidante, in porto, in attesa di un nuovo traffico in ottemperanza di un contratto stipulato con il charterer .

In tali casi le navi (al di là delle ipotesi di navi traghetto che svolgano regolari servizi) non sono in condizione di conoscere con precisione ab initio il tempo di sosta tecnica della nave che non è sostituibile con una nave consorella.

Nella fattispecie in esame deve riconoscersi la possibilità di esentare dall’accisa e dall’imposta di consumo i prodotti riforniti “alle navi in sosta nei porti dello Stato per l’espletamento delle operazioni strettamente necessari ……..al mantenimento delle condizioni di sicurezza delle stessa, in attesa di riprendere la navigazione”.

Terminato il periodo di sosta la nave riprende la normale attività di navigazione.

Ciò alle condizioni:

  1. che la nave non sia in sosta invalidante, ma in disarmo attivo con la presenza di un numero di marittimi sufficiente a garantire il mantenimento delle condizioni di navigabilità del mezzo, in modo da assicurare il riarmo, in caso di necessità, in tempi brevi. Ne deriva che essa, temporaneamente posta in disarmo per provvedere alle consuete operazioni di manutenzione, deve essere sempre in condizioni di pronta navigabilità (disarmo attivo), da cui la costante presenza di personale a bordo.
  2. La nave non sia stata mai sospesa dal servizio attivo, (mai disarmata) neppure temporaneamente.

Ne consegue l’inapplicabilità alla fattispecie in esame, delle rigidità previste all’art. 253 del TULD che si riferisce ad una sosta eccedente le 48 ore per motivi non attinenti alla normale attività di trasporto

  1. il gasolio imbarcato deve essere destinato al mantenimento dei gruppi elettrogeni per mantenere la nave in condizioni di pronta navigabilità, per cui il consumo di tale prodotto, tenuto conto anche del periodo di tempo considerato, deve risultare assolutamente congruo;

con la conseguenza che i prodotti consumati a bordo devono ritenersi esentati dal pagamento dell’accisa, in quanto essa non è esigibile per mancanza del presupposto della immissione in consumo del prodotto nel territorio dello Stato (articolo 2 – comma 2 – del Testo Unico delle disposizioni legislative e concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi approvato con D.Lgs. 26/10/1995, n.504).

 

Si rappresenta che anche la Suprema Corte di Cassazione, Sez. 5, con la sentenza n. 12613 del 26/05/2006, ha sancito che “ai fini del godimento della esenzione dai diritti doganali per le provviste di bordo imbarcate o trasbordate su navi in partenza dai porti dello stato, non occorre, a meno che si tratti di d’imbarcazioni da diporto, l’effettiva partenza della nave, ma, è sufficiente “l’immanenza della partenza”.

gianni gargano

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