I controlli dei contenitori nei porti di transito

10002955_4070317653124_732662849_nI container provenienti via mare su navi oceaniche, prima di raggiungere i porti di destinazione finale sono oggetto di transhipment su feeder in porti HUB, quali Gioia Tauro, Genova, Pireo, Malta, ecc., senza che il trasporto perda la caratteristica di “trasporto diretto”.

Non v’è dubbio che in caso di segnalazione o sospetti le Autorità competenti possono provvedere a tutte le verifiche e gli adempimenti che ritengono opportuni allo scopo di tutelare tutti gli interessi dello Stato.

Fatta questa necessaria premessa, sempre con maggiore frequenza, vengono fermati nei porti HUB italiani diversi contenitori per controlli di ogni genere (es. SVA e GDF) che determinano significativi costi per demurrages e detentions, trasferimenti in area verifica, facchinaggio etc che fanno lievitare non di poco il costo per il trasporto della merce. Molto spesso, però, gli stessi contenitori vengono sottoposte nuovamente agli stessi controlli nel porto di destino. Questa enorme perdita di tempo, costi a parte, spesso determina annullamento di ordini da parte del compratore finale.

Qualora sia possibile, ed in ogni caso senza ledere gli interessi dello Stato, prese tutte le misure utili ad evitare eventuali sostituzione della merce, si potrebbe farla proseguire ai porti di destino, facendo le segnalazioni del caso alle Autorità competenti, in modo da evitare la duplicazione dei controlli. Tutto ciò avrebbe un positivo effetto sulla competitività dei porti nazionali di destinazione a tutto vantaggio dell’economia italiana. Anche in considerazione della circostanza che in altri porti HUB dell’Unione il numero dei controlli dei contenitori in transito è statisticamente quasi zero rispetto a quelli effettuati nei porti HUB nazionali. Questo ovviamente nel caso il maggior numero di controlli eseguiti nei porti nazionali non sia giustificato.

 

 

Sentiamo la necessità di segnalare che altri porti HUB (Pireo,Malta ect) detti controlli non vengono mai effettuati.

Vorremmo capire le motivazioni di questo ulteriore spreco di danaro a carico degli importatori che potrebbero giustificarsi solo in presenza  di motivazioni veramente valide e non per semplici controlli di routine

 

gianni gargano

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>